La brutta caduta occorsa a Romain Febvre nella giornata di Sabato, durante le prove del GP di Turchia, ha smosso l’attenzione generale del mondo del cross.
In primo luogo per le condizioni di salute transalpino e, successivamente, perché potrebbe avere risvolti non indifferenti in ottica Motocross delle Nazioni. L’alfiere del Team Yamaha Rinaldi ha subito una commozione celebrale ed in via precauzionale non ha preso parte alla terzultima tappa del campionato.
Al momento non sono ancora trapelate notizie certe sullo stato di salute del 26 enne pilota transalpino, ma fin dal primo momento è scattato nella testa di molti un pensiero comune: se la botta subita costringesse l’ex campione del mondo a saltare l’evento clou dell’anno, chi prenderebbe il suo posto? La mente corre immediatamente a Marvin Musquin, grande escluso della nazionale detentrice del titolo, che nei giorni passati non ha negato un marcato disappunto per la mancata convocazione. Sono tutte supposizioni, ma se il CT Finot si trovasse realmente con una pedina in meno come Romain, cosa farebbe? E Musquin, in caso di chiamata, che decisione prenderebbe?
I pensieri degli appassionati e degli addetti ai lavori sono svariati a tal proposito. Questo fatto ci ha riportato ancora una volta indietro nel tempo, in un caso che non si può definire totalmente analogo a quello ipotizzato pocanzi, ma che ha comunque fatto storia.
E’ il 1991: Donny Schmit, dopo un inizio di stagione folgorante, è costretto a dire addio al sogno di bissare il successo ottenuto l’anno precedente nel Mondiale 125 a causa di un infortunio al polso, patito nel corso del GP d’Ungheria. Riesce a rientrare in tempo per la chiusura del campionato, sul tracciato di Suzuka. Non è una prova come le altre, perché in palio c’è una maglia per il Motocross delle Nazioni, che quell’anno si svolge in Olanda. A contendersi il posto ci sono il campione in carica della 125 e Mike Kiedrowski, laureatosi da poco campione National nella stessa cilindrata.
Donny sa in cuor suo di meritarsi il posto, specie per quanto mostrato in quel biennio nel Mondiale, ma la squadra a stelle e strisce ha deciso che quella gara dirà chi tra i due contendenti si troverà a fianco di Bradshaw e Stanton per difendere il titolo conquistato a Vimmerby (Svezia) nel 1990. In poche parole, chi sarebbe arrivato davanti all’altro si sarebbe aggiudicato di diritto il posto. Mike domina quella giornata, vincendo il GP grazie ad un primo e ad un secondo posto di manche, vanificando il grande sforzo di Schmit, autore di due prestazioni di rilievo nelle posizioni di vertice, nonostante una preparazione fisica non ancora al top. Un’onta che Donny mette in archivio, ma che non dimentica.
L’anno successivo, dopo aver ottenuto il titolo nel Mondiale 250, viene selezionato dal Team diretto da Roger De Coster. Senza esitazione, però, il neo campione in carica rifiuta la convocazione, memore di quanto accaduto appena 12 mesi prima. Una decisione di carattere che spiazzò gli addetti ai lavori, rimasta impressa nella mente degli appassionati, nonostante siano passati 26 anni.
In attesa di sapere quale piega prenderà questa vicenda, e augurandoci in primis che Romain Febvre possa ritornare rapidamente in sella, abbiamo colto quest’occasione per rimembrare un gesto che ha lasciato una traccia non indifferente nella storia di questo sport.
Articolo by Matteo Portinaro
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